In pochi sanno che Vasto è una località dell’Abruzzo che vanta molti secoli di storia tanto da essere appellata “L’Atene di Italia”.
Pare che Vasto sia stata fondata dalla popolazione degli Illiri che le diedero il nome di Histon, un nome molto simile ad una montagna che si trova a Corfù, in Grecia (Histone).

Fu prima un porto commerciale importante, cosa per cui passò un periodo piuttosto florido, che proseguì anche quando passò sotto il dominio dell’Impero Romano ma che poi terminò quando fu sotto gli spagnoli, gli D’Avalos.

C’è da dire, però, che il Palazzo D’Avalos è uno degli edifici più importanti di Vasto e la parte originaria, trecentesca, fu poi ingrandita nella prima metà del secolo da Giacomo Caldora, il signore che governava la città.

Nella seconda metà del XVI secolo fu incendiato dai turchi e poi fu rimesso in piedi dalla famiglia spagnola di origine che appaltarono il lavoro a Frà Valerio De Santis.

Al suo interno è conservata una alcova che pare fosse il luogo dove il marchese Innico terzo si avvaleva dello Jus primae noctis.

La cittadina si affaccia sul Mar Adriatico ed è situata su una sorta di terrazza a strapiombo sull’orizzonte marino, tanto da offrire una veduta decisamente suggestiva.

Vasto diede i natali anche al padre del celebre pittore e poeta Dante Gabriele Rosseti, che, benché sia di nazionalità britannica, porta un nome italiano. Lo stesso padre del pittore, Gabriele Rossetti, era un poeta e visse nel periodo storico del Risorgimento.