Raccontare la storia di un territorio partendo dalle eccellenze gastronomiche che lo caratterizzano è sicuramente un punto di vista coinvolgente e atipico.

Se parliamo di nord Italia, della pianura padana e del suo clima spesso umido, non possiamo non associare grandi prodotti che hanno saputo caratterizzare e personalizzare cucine regionali tradizionali.
Ecco dunque che un’eccellenza produttiva come il Grana Padano DOP, può essere la chiave di narrazione di un percorso all’interno di un’importante regione: il Veneto.

Terra di ineguagliabile bellezza, ricca di storia e di peculiarità, è regione all’avanguardia, sempre attenta e proiettata in avanti. Nonostante questa sua anima moderna, rimane inscindibilmente legata alla storia e alla cultura del proprio territorio, avendo imparato ad esaltarne le qualità e a trasformarlo in una continua fucina di ricchezze, sia a livello artistico sia enogastronomico.

La scoperta di questa regione non può che partire da Venezia e dalla sua rinomata fonte di attrattività per il mondo intero, i suoi canali navigabili, le sue botteghe affacciate sulle strette vie, i suoi ponti che spuntano improvvisi, rendono il percorso all’interno della città intricato, ma non privo di fascino.

Se di Venezia narrano le lodi ormai in ogni parte del mondo non va dimenticato tutto il resto. Questa regione che si estende dal mare alle alte montagne offre paesaggi e climi talmente differenti che non può esserci reale scusa per non soffermarsi su ogni borgo, anche i più piccoli, da Soave a Montagnana, per catturarne la diversa essenza.

Da Venezia, seguendo lo scorrere del fiume Brenta, con le magnifiche e imponenti ville Palladiane, oggi Patrimonio dell’Unesco, straordinarie dimore dove i signori si ritiravano in tempi di vacanza, richiamando attorno a sé, personaggi di spicco del momento, si è testimoni di un fervore culturale che attraversa la regione lungo gli argini del fiume, arrivando fino alla zona del Padovano.

Non dimentica dei fasti di tempi passati la riviera del Brenta si presenta ancora oggi come uno dei luoghi magici di questo territorio attirando, non solo interessati di storia e cultura, ma anche appassionati di tradizioni culinarie che iniziano qui un percorso che si snoda tra le campagne, le cantine e i caseifici.

Tra borghi rinomati come Cittadella, nota per le sue cinta murarie, si sviluppa infatti uno dei territori di produzione del Grana Padano DOP.

Nato per sopperire agli sprechi dovuti alla maggiore disponibilità di latte rispetto al reale fabbisogno della popolazione, attraverso una serie di esperimenti, via via più affinati e perfezionati, questa eccellenza ha una storia centennale, fino al riconoscimento nel 1996 della DOP.

Il suo sapore inconfondibile e morbido sul palato, la sua componente profumata lo rendono un alimento indispensabile e principe in molte ricette del panorama culinario veneto che ha saputo nel tempo fondere sperimentazione e innovazione con tradizione e territorialità.

Le piccole e grandi realtà di produzione, molto attente a preservare gli standard di qualità e sapore che permettono a questa eccellenza di essere apprezzata e richiesta in tutto il mondo, si snodano nell’area che dal Brenta cinge le province di Padova e Verona.

La zona circostante Padova, chiamata oggi dei prati stabili, è terreno ricco di allevamento di bovini che, nel rispetto delle filiere di produzione, si nutrono naturalmente di fieno, verde o essiccato a seconda del periodo, diventando così fonte del migliore latte per la produzione del Grana Padano DOP.

Il metodo produttivo del Grana Padano DOP, tramandato di generazione in generazione, rimane invariato, assicurando in tal maniera caratteristiche organolettiche che lo rendono celebre a livello internazionale e affermando, ancora oggi, a discapito di ogni più sofisticata tecnologia, la centralità del lavoro del casaro che controlla di giorno in giorno tutte le fasi di realizzazione.

In tutte le varie zone di produzione, dal Padovano al Veronese, ogni passaggio che ne permette la nascita è espressione del territorio e dell’ambiente circostante, sia dal punto di vista strettamente naturalistico, sia per sviluppi economici che ne hanno influenzato la produzione.

Arrivando a Verona, raccontata tra le potenti parole di Romeo e Giulietta, e nota per le sue bellezze artistiche e archeologiche, non si può tralasciare tutto il territorio che la circonda ricco e variegato, racchiuso tra le colline e le sponde del Lago di Garda.

Imperdibile è il borgo di Valeggio sul Mincio e il Parco Giardino Sigurtà che potrebbe essere la meta conclusiva di un percorso che si snoda attraverso un panorama che cambia rapidamente, riflettendo questa sua eterogenea conformazione nelle produzioni agroalimentari.

Famoso in tutto il mondo per i suoi grandi vini, primi fra tutti il Prosecco e l’Amarone, questo territorio molto variegato continua a far parlare di sé.

Se per gli appassionati di enologia è d’obbligo nel periodo autunnale una visita a Bardolino, lungo le sponde del Lago di Garda per i suoi paesaggi e la sua cultura del vino esaltati anche nella famosa festa della vendemmia, nel periodo invernale è tappa irrinunciabile un passaggio a nord verso la zona del trevigiano, per l’assaggio del rinomato radicchio.

Per gli amanti, invece, dei prodotti caseari è tappa imperdibile la nota manifestazione Caseus Veneti concorso che si svolge a fine settembre nella cornice di una villa sorta sugli antichi resti di un castello a Piazzola sul Brenta, con l’intento di valorizzare il panorama caseario della regione, in cui il Consorzio tutela Grana Padano svolge un ruolo di prim’ordine.