C’è una mobilità dolce molto apprezzata in questi ultimi tempi dai viaggiatori più accurati, si tratta di un modo di affrontare le vacanze riscoprendo vecchi mezzi e vecchi passaggi ormai fuori moda in tempi di Tav e alta velocità, ma di grande fascino.

C’è un testo appena edito da “Terre di mezzo editore” intitolato “Fuori dai soliti binari in italia” che ci guida propri alla riscoperta dei così detti “binari morti” della nostra rete ferroviaria che, molti non immagineranno, permettono di visitare piccole perle nascoste, stazioni immerse nel verde che ci mandano indietro di cinquant’anni.

Il testo ci aiuta alla scoperta di trenta diversi intinerari ognuno alla scoperta di un territorio diverso:  dai 6 km e mezzo del Trenino del Renon in Sud Tirolo ai 473 km totali delle Ferrovie del Sud Est in Puglia, quasi una linea per Regione, isole comprese.

Viaggi, a volte, con una media di 25 km orari. Carrozze tedesche del 1958 o elettromotrici di inizio secolo, come anche moderni scompartimenti accessibili ai disabili.

Si tratta di itinerari pensati per veri e propri viaggi che ci catapultano alla scoperta di vecchie ferraglie che hanno fatto la storia del nostro paese e che in molti casi ci danno come l’impressione di essere su uno dei treni descritti dalla drammaturga inglese Agatha Christie.

Il volume tuttavia si compone anche di un piccolo inserto dedicato ai weekender: a tutti coloro cioè che preferiscono il formato week end per apprezzare queste piccole meraviglie di casa nostra.