viaggi di lavoro offrono sicuramente molte opportunità e vantaggi, come la possibilità di visitare luoghi mai visti prima e conoscere altre culture in una sorta di vacanza extra. Lo studio condotto da Booking.com dimostra però come l’entusiasmo per queste novità sia accompagnato da situazioni di stress e ansia che possono mettere in difficoltà chi viaggia per lavoro.

A tal proposito Booking.com, leader globale nell’offerta di strutture ricettive per gli utenti business, ha condotto uno studio raccogliendo in maniera indipendente il feedback di 4.555 uomini e donne provenienti da USA, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Giappone, Cina e Italia, tra i 18 e i 65 anni, che durante lo scorso anno hanno viaggiato in tutto il mondo per affari almeno. I dati sono stati raccolti tra il 29 gennaio e l’11 febbraio 2016.

I risultati dimostrano come, nonostante circa un terzo degli intervistati (il 38%) generalmente accolga di buon grado l’occasione di nuovi viaggi di lavoro, il 93% dei viaggiatori (9 su 10) trovi estremamente stressante occuparsi doverli programmare: l’organizzazione del viaggio, la prenotazione del soggiorno, gli spostamenti anche all’interno della città o della destinazione, le spese e le ricevute contribuiscono (insieme alle poche ore di sonno) ad affaticare i viaggiatori business, spesso esausti ancora prima che il vero e proprio lavoro e i meeting importanti abbiano inizio.

Le principali cause sono da attribuire innanzitutto ai problemi in aeroporto. Mentre chi parte per una vacanza spesso vede le lunghe attese in aeroporto come occasione per dare un’occhiata ai negozi e ai duty-free o godersi l’inizio delle ferie in bar e ristoranti, il viaggiatore business non riesce a godersi i tempi morti in tranquillità. Per quasi la metà degli intervistati (il 47%) uno degli inconvenienti più gravi nei viaggi internazionali è la possibilità di ritardi o cancellazioni dei voli. Seguono il jet lag (per il 35%) e le code ai controlli sicurezza (per il 34%). Questi intoppi sono considerati molto stressanti dai viaggiatori di tutto il mondo, in particolare per quelli di nazionalità tedesca.

Anche le preoccupazioni per l’arrivo sono causa di forte stress. Se atterrare in una destinazione sconosciuta e straniera è sicuramente un’avventura eccitante per chi viaggia per una vacanza di piacere, per i viaggiatori business la situazione può rivelarsi un po’ più complicata: lo studio dimostra come l’ansia in realtà non si esaurisca con l’atterraggio, con 1 viaggiatore su 4 (il 26%) preoccupato delle possibili barriere e difficoltà linguistiche e 1 su 5 (il 20%) a disagio perché in un ambiente poco familiare con differenze culturali a volte anche importanti (per il 17%).

I viaggi di lavoro, inoltre, sono senza dubbio pieni di occasioni e opportunità, ma quasi sempre si affrontano da soli: molti viaggiatori confermano di sentire la mancanza di familiari e amici e in generale della vita e della routine domestica (per il 34%). Infatti, più di un terzo dei viaggiatori business americani (il 38%) confessa che la cosa meno piacevole dei viaggi di lavoro internazionali sia proprio l’essere lontani dalla famiglia, dagli amici e dal partner.