L’elemento architettonico che più spesso percepiamo come ostacolo faticoso della nostra visita turistica, di cui, la prima immagine ad affiorare nella nostra memoria sarà la maestosità arrotondata della celebre scalinata capitolina di Piazza di Spagna, rappresenta più spesso l’aspetto culturale e religioso intrinseco della località meta del nostro viaggio.

Secondo il credo islamico, per esempio, salire gli oltre settemila gradini che portano sulla cima del monte Adam, situato in Sri Lanka, significherà percorrere un cammino di preghiera al termine della cui salita, considerata sacra, troveremo finalmente il tempio, e perciò la salvezza spirituale.

Più celebre ancora, il tempio messicano di Chichen Itza, che può essere esso stesso “scalato”, o la discesa che porta al fondo del pozzo di Chand Baori, in India, ritenuto sacro dalla religione induista, e costituita da gradini talmente scoscesi da provocare le vertigini, per rappresentare al pellegrino, il pericolo mistico di cadere e a cui, chiaramente, nell’affrontarlo, egli deve riuscire a sottrarsi.

Ma esiste anche un turismo più profano, che vede cinefili di tutto il mondo, recarsi ad Odessa per ammirare la scalinata sulla quale si vede precipitare il famoso passeggino, che il film diretto da Ejzenštejn, “La corazzata Potemkin” pone come rappresentazione visiva principale, dell’oppressione subita dai cosacchi, tema dominante della pellicola.