Sono state registrate ultimamente singolari offerte e “pacchetti tutto compreso” per viaggi il cui concetto si distingue nettamente da quello di avventura.

Dalle visite nei territori militarizzati o di guerra, al viaggio attraverso il narcotraffico sud americano delle favelas, alle zone infelici degli esperimenti atomici o dentro le centrali dismesse dopo l’ esplosione, fino ai luoghi delle catastrofi ambientali.

Tutto questo ci informa anche di quanto il bombardamento mediatico abbia spesso una tendenza macabra, e spinga gli appassionati di adrenalina a non fermarsi di fronte alle semplici vacanze all’insegna dell’avventura, ma li porti a correre rischi davvero seri per la propria salute o incolumità.

C’è chi, per esempio, si reca a Bagdad o a Kabul, incorrendo nei rischi di rapimenti o attentati, o quello di saltare su una mina mentre si attraversa un campo, affidandosi a viaggi organizzati nati proprio per soddisfate questo trend.

Poi c’è, all’ingresso della centrale nucleare di Cernobyl il turista autonomo, che si affida alle parole del personale del “museo atomico” il quale lo tranquillizza spiegando che un reale rischio si corre solo restando  molto tempo all’interno della centrale, dove invece, insieme ad uno scenario livido, permane un livello di radioattività molto pericoloso.

Che dire dei pellegrinaggi in una New Orleans distrutta dal ciclone, o a Sumatra con i suoi litorali colpiti dal maremoto del 2004…..