L’ elemento architettonico della fontana per l’ uomo moderno ha un significato pari a qualunque punto di riferimento cittadino o, addirittura, la funzione di una rotonda che impartisce la precedenza agli automobilisti che ne percorrono le strade del centro, eppure, se si potesse ancora percepire il valore attribuitogli durante le epoche passate, si potrebbe intraprendere un viaggio focalizzato unicamente su questa struttura di decoro del tessuto urbano.

Dal medioevo fino al 1800, attraverso i secoli che hanno segnato la storia anche con lo stile rinascimentale e la maniera rococò, le fontane rifornivano i rioni della città del bene più prezioso, l’acqua.

Dalle fontane si prelevava l’ acqua per bere, per lavarsi, per detergere gli indumenti e la biancheria, e gli artisti ed architetti più importanti delle varie epoche, ne hanno progettato la struttura e scolpito le forme per adornarle.

Il capoluogo umbro sorge su un promontorio collinare nel cui sottosuolo scorrono dei fiumi, che determinarono la fortuna delle sue numerosissime fontane, benché degli antichi trecento esemplari, oggi ne rimangono soltanto una ventina.

Fortuna che fu data anche per arginare il pericolo geologico e rendere la zona dove si erge Perugia, meno problematica dal punto di vista della stabilità.

Su tutte è da fare una sosta a piazza IV Novembre per poter ammirare la Fontana Maggiore, datata 1700.