Week end in Austria. Museo Freud, pausa in un caffè con una fetta di torta sacher, e visita alla fondazione Nitsch.

Vienna è una città in continuo fermento artistico e culturale, perché è un luogo dove gli artisti contemporanei non temono di venire oscurati dal potere conservatore delle arti figurative, e prova ne è il fatto che le porte della fondazione voluta dall’artista Hermann Nitsch – diverse volte arrestato in Italia, negli anni sessanta, per le sue azioni provocatorie e violente di body art – restano sempre aperte ai visitatori e che lo stesso Nitsch ha una cattedra presso la prestigiosa Accademia di Belle Arti della capitale austriaca.

L’azionismo viennese fu un movimento che, ormai quaranta anni fa, sconvolse il mondo delle gallerie d’arte, proponendo performance all’aria aperta della durata di alcuni giorni, nelle quali era chiamato a partecipare anche il pubblico.

Hermann Nitsch fu una figura di spicco all’interno di questa corrente artistica controversa, e le sue opere (di cui restano documenti sotto forma di fotografie, prodotti audiovisivi, vestiti insanguinati dalle azioni degli attori degli happening) sono esposte nella sua galleria personale aperta a tutti.

Ad ogni modo sarà interessante intervallare questa visita culturale monografica ad un altro spazio espositivo particolare, quello ricavato dallo studio di psicanalisi di Sigmund Freud.