La commercializzazione della crema più famosa d’Italia – la nutella, per i più distratti – che usa come ingredienti principali il cioccolato e le nocciole, non a caso è nata in Piemonte, patria di questo piccolissimo frutto, divulgandone le proprietà su grande scala – ma di infinita soddisfazione anche se usato, indifferentemente, per piatti dolci o salati.

Ma la nocciola muove intorno e sé una fortissima economia regionale perché abbraccia non soltanto il settore di produzione alimentare ma anche un turismo che propone percorsi gastronomici a tema.

Per questa ragione può essere confrontato con il Barolo ed il tartufo, e c’è chi ha abbandonato la sua attività di viticultore per abbracciare la produzione di nocciole, come il giovane trentaduenne enologo, Emiliano Canaparo, che ha preferito mettersi alla guida dell’impresa agricola di famiglia Nocciole d’Elite, nella località di Cravanzana.

L’assessore del paese, Stefano Robaldo chiarisce come, infatti, questo tipo di produzione garantisca un futuro ai giovani della zona, e non soltanto di tutti coloro che già da tempo si dedicano a questo tipo di coltivazione.

Viene oltretutto impiegato anche nel settore del wellness, per l’ alto potere idratante dell’olio estratto, pensato per il benessere della pelle.

I ristoranti di tutta la regione propongono delle ricette speciali perché insaporite dal gusto delle nocciole, come lo scamone ai porcini gratinato al forno con una crosta di granella del frutto tipico.