Conoscete già tutte le principali attrazioni della capitale francese? Siete stati ai piedi della Torre Eiffel e saliti sulla collina di Montmartre? Avete percorso le sale del Louvre, navigato su un bateau-mouche e ammirato la maestosa e solenne bellezza di Notre-Dame? Allora è finalmente giunto il momento di lasciarvi alle spalle il tour de force turistico per ascoltare il battito della città. Aprite la porta di una casa d’arte e passeggiate per un intero weekend nel solo quartiere di Montparnasse, nella patria d’elezione di Picasso e Cocteau.

C’è un luogo in cui – lungo la Rive gauche – Boulevard du Montparnasse prende il posto di Boulevard des Invalides, si snoda verso sud con i suoi caffè, ristoranti ed edifici haussmaniani e arriva a intersecare Boulevard Raspail. Proprio lì – a sud del loro punto d’incontro – sorge il quartiere di Montparnasse: cuore pulsante della Parigi delle Années Folles e culla dell’intellighenzia occidentale di inizio XX secolo, Montparnasse è oggi al tempo stesso custode del suo passato bohémien e moderno quartiere degli affari che gravita all’ombra di una Torre da cui si gode della vista più suggestiva della Ville Lumière.

Se la modernità è arrivata nel cuore della Paname celebrata dagli artisti, l’antico fascino di Montparnasse si rivela ancora sotto l’aspetto di quartiere d’uffici e in pieno fermento.

Per incontrare molti dei personaggi che hanno consacrato questi luoghi basta raggiungere il Cimitero di Montparnasse – che con i suoi 19 ettari di verde è uno dei polmoni verdi più estesi della capitale. Qui riposano Charles Baudelaire e Guy de Maupassant, il poeta Robert Desnos, Man Ray e la sua musa Kiki de Montparnasse, i protagonisti del teatro dell’assurdo Samuel Beckett e Eugène Ionesco, fino ad arrivare a Sartre e Simone de Beauvoir o all’icona della musica francese Serge Gainsbourg.

Lo charme di quest’angolo di Parigi – che lo scrittore americano Henri Miller, approdato qui sul finire degli anni ‘20, definì “ombelico del mondo” – si respira tutto tra i tavoli delle storiche brasserie. Imperdibile una tappa alla Rotonde – dove Picasso e Modigliani sono stati immortalati da Jean Cocteau.

Ma il pranzo per eccellenza è alla Coupole – al 102 di Boulevard du Montparnasse. Questo ristorante art déco – per superficie il più grande di tutta la Francia – ha accolto personalità del calibro di Soutine e Chagall, ha visto Simenon cenare con Josephine Baker, Aragon incontrare Elsa, Matisse bere birra e Joyce whiskie. Davanti a un bicchiere in terrasse o in sala tra gli elementi cubisti, gustando il mitico curry d’agneau, il tuffo nel glorioso passato della bohème è assicurato.

Ma la storia di Montparnasse è da cercare ancora più in profondità: se non soffrite di claustrofobia e rigorosamente armati di scarpe comode vale la pena raggiungere Denfert-Rochereau e scendere sottoterra a esplorare le Catacombe di Parigi. Qui sono stati trasportati sul finire del XVIII secolo circa 6 milioni di morti quando per ragioni di maggiore salubrità vennero chiusi i cimiteri in città. Tra teschi e femori usati come elementi decorativi si dipana un percorso spettrale e affascinante alla scoperta di un lato certamente inedito della capitale.

Se Montparnasse è stato nei suoi anni d’oro la patria dell’espressione artistica in tutte le sue forme, l’arte contemporanea ha oggi un suo nido d’elezione al 261 di Boulevard Raspail, dove sorge la Fondazione Cartier per l’arte contemporanea: l’elegante struttura in vetro e metallo – progettatta da Jean Nouvel – dà spazio ad artisti di ogni ambito, dalla pittura alla fotografia, dal design ai video al teatro. Un vero e proprio tempio di 1.200 mq a supporto della creazione emergente.

Il volto moderno di Montparnasse è da vertigine: lasciatevi trasportare all’ultimo piano della mitica Tour Montparnasse – sorta nel 1973 al posto della vecchia stazione dove un tempo arrivavano gli emigranti bretoni – tra i simboli più celebri della città. Una volta in cima non vi resterà che godervi il panorama più spettacolare di tutta Parigi… magari proprio all’ora del tramonto quando le luci iniziano a brillare sulla città.

La sera il quartiere si anima con i suoi ristoranti, cinema e teatri. Comodamente alloggiati nel comfort e nella garanzia Halldis – al confine tra design e art nouveau – del più bello tra gli appartamenti a Montparnasse, il fascino notturno di Parigi è tutto da scoprire.

All’11 di rue Delabre accomodatevi al bancone del Rosebud e nella sua calda penombra concedetevi uno dei mitici cocktail – tra i più buoni della città. Più tardi e poco più in là, al Petit Journal Montparnasse, lasciatevi avvolgere dalle morbide note del jazz e da uno swing che trasporta la mente in un affascinante viaggio a ritroso nel tempo, nella Parigi dei bei tempi andati.

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