Dalle più grandi metropoli del mondo, agli sconfinati e selvaggi parchi nazionali, gli Stati Uniti d’America sono il quarto Paese al mondo per estensione, con 9.834.000 km². Attraversare territori così vasti richiede mesi, anni, forse tutta una vita, eppure l’America è un paese dal fascino irresistibile soprattutto per gli italiani, cresciuti con il mito di un Paese che, nel bene e nel male, abbiamo contribuito a costruire attraverso quasi due secoli di emigrazioni.

Tra tutte le 50 stelle della bandiera, un posto di rilievo lo possiede lo Stato che più di tutti ha avuto la capacità di entrare nelle nostre case attraverso film e serie televisive: la California, patria dell’intrattenimento mondiale, dei computer e dei social network è infatti un luogo mitico da visitare almeno una volta nella vita.

Un pellegrinaggio obbligato per ogni geek e cinefilo che si rispetti: proprio per questo, la scorsa estate abbiamo viaggiato attraverso la California per 9 giorni, un tempo davvero molto ristretto per riuscire a visitare tutto ciò che questo territorio ha da offrire.

Il primo obiettivo è stato organizzare al meglio gli spostamenti. La California è infatti un territorio sconfinato, il terzo Stato americano per estensione dopo l’Alaska e il Texas, e le sue megalopoli si estendono molto più di qualunque altra città italiana: tra l’una e l’altra c’è spesso un vuoto assoluto, fatto di strade dritte ed interminabili.

La soluzione più comune per affrontare tali distanze è certamente l’auto privata ed esistono diverse compagnie anche piuttosto economiche. Eppure, la libertà data dall’automobile è solo fittizia. L’auto privata costringe anzitutto a calcolare le distanza in base alla disponibilità di benzina, ma soprattutto costringe i guidatori (non incoscienti, si intende) a pianificare lunghe distanze con pause intermedie per dormire e riposare. In definitiva, nonostante la velocità di crociera superiore al mezzo pubblico, l’auto privata fa perdere moltissimo tempo e, da mezzo per godersi una vacanza, diventa un elemento invasivo attorno a cui si rischia di costruire le proprie ferie.

Totalmente diverso è invece l’approccio che consente di lasciarsi trasportare attraverso un mezzo guidato da altri, da professionisti. Il mezzo pubblico in California è nel complesso efficiente anche se sono quasi del tutto assenti le ferrovie per come le intendiamo in Italia. Dimenticatevi quindi i treni AV a cui siamo abituati nel Bel Paese: come nelle migliori tradizioni cinematografiche, il mezzo più efficiente in California è il pullman. Per questa avventura abbiamo quindi scelto di appoggiarci ad uno dei leader del settore ormai molto diffuso anche in Italia: parliamo di Flixbus, la flotta verde-arancione lanciata in Germania nel 2013 e che ora copre anche circa 80 destinazioni in tutti gli USA tra cui Los Angeles, San Diego, San Jose, San Francisco e Las Vegas.

Tralasciando San Diego, fuori mano nel nostro caso, abbiamo organizzato un tour proprio in base alle tappe offerteci dal Flixbus che, di fatto, copre tutte le città che valga la pena visitare in California, consentendoci però di ottimizzare i tempi come nessun altro mezzo di trasporto: una delle caratteristiche fondamentali di questa linea è quella di offrire diverse opzioni ed orari anche per i viaggi notturni, permettendo ai viaggiatori di risparmiare notti d’albergo e di dormire in orari in cui, di certo, non si sarebbe potuto visitare alcuna attrazione o luogo di interesse. Ecco quindi che le 7 ore di strada che separano Los Angeles da San Francisco e le 5 che separano Los Angeles da Las Vegas, superando i confini della California ed entrando in Nevada, possono essere comodamente affrontate di notte senza preoccupazioni, senza il rischio, terribilmente concreto, di addormentarsi alla guida mentre si percorrono di notte centinaia di chilometri su strade infinite, buie e senza curve.

Affidarsi a dei professionisti, significa invece avere la serenità di essere accompagnati da guidatori esperti e che, sempre in coppia, si alternano alla guida così da essere freschi e pronti ad affrontare lunghi percorsi. Guidatori che, per giunta, sono tra le figure più divertenti e rappresentative del popolo californiano e sapranno raccontarvi aneddoti molto probabilmente legati alle loro famiglie spesso arrivate in America in cerca di fortuna. E’ il caso ad esempio di Mario, l’autista che ci ha portato a San Francisco, di famiglia romana, americano di seconda generazione, tifoso della Juventus.

Il Flixbus non è però una scelta strategica solo per le lunghe tratte. Appena sotto San Francisco, si trova ad esempio San Jose, il centro economico, culturale e politico della Silicon Valley. La città, i cui confini si fondono con quelli di San Francisco, si trova infatti ad un’ottimistica ora e mezza di mezzi pubblici da San Francisco (con diversi cambi per altro) ma è invece raggiunta da comodi Flixbus che, in un’ora scarsa, vi porteranno vicini alla spaceship della Apple e a tutti quegli uffici al cui interno si è fatta – e si continua a fare – la storia dell’informatica.

In generale, la puntualità dei pullman da noi utilizzati è stata soddisfacente e ogni fisiologico ritardo si può facilmente tracciare sull’applicazione con cui è possibile geolocalizzare il proprio mezzo in arrivo. I pullman sono comodi, senza essere di lusso, e il Wifi a bordo non vi consentirà di guardare Netflix, ma di certo sarà utile per inviare foto e messaggi ad amici e parenti.

Viaggiare in pullman non è comunque solo una scelta strategica, ma può diventare una scelta di campo dal punto di vista ecologico. La California è già di per sé un paese particolarmente impegnato nella sostenibilità e a dimostrarlo il fatto che a luglio 2018, per la prima volta da quando le emissioni hanno raggiunto il picco nel 2004, i gas serra sono scesi sotto i livelli del 1990. “Un risultato – racconta in una nota la California Air Resources Board – all’incirca pari alla rimozione di 12 milioni di automobili dalle strade o al taglio di 6 miliardi di litri di benzina l’anno”. Da questo punto di vista, scegliere un pullman significa contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni e all’utilizzo dell’auto privata, così drammaticamente diffuso in un paese dalle strade ampie e dai costi del carburante particolarmente ridotti.

Nello specifico, utilizzare Flixbus significa però poter contribuire doppiamente alla riduzione della propria impronta ecologica: grazie alla collaborazione con l’ONG tedesca Atmosfair infatti, qualunque passeggero prenoti un viaggio con FlixBus ha la possibilità di compensare le emissioni di CO2 rilasciate durante la corsa.

Il meccanismo è molto semplice: all’atto della prenotazione, ai passeggeri viene data la possibilità di offrire una donazione volontaria (di norma, pochi centesimi) proporzionale alla lunghezza dell’itinerario, che verrà poi automaticamente devoluta ad Atmosfair per essere reinvestita in progetti certificati di protezione del clima. Inoltre, l’azienda ha da poco lanciato i primi autobus elettrici che, per ora diffusi in Francia e Germania, arriveranno presto anche negli altri paesi.