Sulle sponde silenziose del Lago di Bolsena, nel Lazio, si trova un borgo che sembra rubato a un libro di fiabe.
È Capodimonte, un paese arroccato sulla roccia con le mura antiche della Rocca Farnese che dominano il panorama, incorniciate dall’acqua placida del lago e da uliveti secolari. Qui, tra vicoli di pietra e scorci di luce, si racconta una vicenda che, in qualche modo, richiama la fiaba di La Bella e la Bestia.
La leggenda locale riprende il modello narrativo della celebre storia europea: secondo alcune cronache, nel XVI secolo un uomo di nome Pedro González — un nobile spagnolo affetto da ipertricosi, una rarissima condizione genetica che gli causava una folta peluria sul viso — si stabilì con la moglie Catherine nell’antica rocca. In un’epoca in cui l’aspetto fisico poteva segnare per sempre la vita sociale, la loro unione e il rispetto che riescono a conquistarsi nella comunità sono ricordati ancora oggi come una parabola di accoglienza e superamento dei pregiudizi.
Cosa visitare a Capodimonte
La Rocca Farnese, che oggi appare maestosa e silenziosa, era in passato un’importante fortezza di confine e residenza di famiglie nobili del centro Italia. La sua torre e le mura di pietra offrono uno scenario che, nel linguaggio comune, viene spesso paragonato all’immagine del castello incantato delle fiabe. È questa atmosfera — sospesa tra storia e immaginazione — che ha innescato l’abitudine di parlare di Capodimonte come di un luogo dove la favola potrebbe essere realtà.

Rocca Farnese(viaggi.leonardo.it)
Va però chiarito: la Rocca Farnese non è la location originale del film Disney né è mai stata usata come set cinematografico. Le scenografie dell’iconico Beauty and the Beast del 1991, per esempio, si ispirano soprattutto a castelli come Château de Chambord nella Valle della Loira, in Francia — luogo reale che ha dato forma alle idee degli scenografi per la celebre fortezza del cartone animato, con le sue torri intricate e il profilo fiabesco.
Quel che rende Capodimonte speciale, però, non è la somiglianza visiva con una favola, ma la sua storia di persone vere che hanno vissuto tra queste mura. Passeggiare tra le antiche pietre, osservare il lago che si specchia sotto il sole e ascoltare le guide raccontare di Pedro e Catherine trasforma la visita in un’esperienza dove realtà e racconto si intrecciano.
Non si tratta quindi di una copia italiana del castello della Bestia, ma piuttosto di un luogo che conserva tracce storiche e umane tali da evocare — nella mente di chi ascolta — le emozioni di una fiaba. Per chi abita a Roma e dintorni, Capodimonte si trova a poche ore di distanza ed è una meta di viaggio interessante per chi cerca luoghi fuori dai soliti itinerari, dove la storia locale parla con voce antica e coinvolgente.
Così, tra mura, leggende e riflessi d’acqua, la Tuscia offre un ponte tra passato e immaginario: non un castello incantato, ma un posto dove la memoria di vicende umane può accendere lo stesso stupore delle migliori favole.








