Le statue non sono soltanto ricordi straordinari di epoche passate: a volte, come in questo caso, celano qualcosa di più valoroso.
Una scoperta archeologica avvenuta in Thailandia riporta l’attenzione sul patrimonio storico del Sud-Est asiatico, con il ritrovamento di reperti preziosi risalenti a oltre mille anni fa all’interno di un importante complesso religioso.
Il ritrovamento sotto la statua del Buddha
Durante lavori di scavo presso il tempio Wat Thammachak Sema Ram, operai impegnati nella realizzazione di un sistema di drenaggio hanno individuato un contenitore nascosto a più di un metro di profondità. All’interno del recipiente sono stati rinvenuti 33 oggetti antichi in oro, argento e bronzo, successivamente attribuiti al periodo Dvaravati.

Cosa è stato ritrovato in Thailandia (www.viaggi.leonardo.it – Reddit)
Il ritrovamento è avvenuto sotto una statua di Buddha sdraiato risalente al VII secolo, lunga circa 13 metri. La posizione dei reperti suggerisce una collocazione intenzionale, probabilmente legata a pratiche rituali diffuse all’epoca.
Tra gli oggetti recuperati figurano anelli in oro, orecchini in argento e ornamenti in bronzo. Le caratteristiche stilistiche consentono di collegare i manufatti al periodo Dvaravati, una fase significativa per lo sviluppo artistico e religioso dell’area.
I reperti testimoniano un elevato livello di lavorazione artigianale. La qualità dei materiali e delle tecniche impiegate indica un contesto culturale in cui l’arte e la simbologia religiosa erano strettamente connesse, con oggetti destinati non solo all’uso personale ma anche a funzioni votive.
Le lastre metalliche e la tecnica repoussé
Oltre ai gioielli, gli archeologi hanno individuato ulteriori elementi di particolare interesse. Tra questi, alcune lastre metalliche lavorate con la tecnica del “repoussé”, che consiste nel modellare il metallo dall’interno per ottenere decorazioni in rilievo.
Una delle lastre, realizzata in oro, raffigura un Buddha seduto con dettagli iconografici ben definiti, tra cui aureola e lobi allungati. La presenza di un foro nella parte superiore suggerisce che l’oggetto fosse destinato a essere appeso o indossato, indicando una possibile funzione ornamentale o rituale.
Un secondo reperto, in lega metallica, rappresenta un Buddha in posizione eretta affiancato da figure laterali. La composizione richiama elementi simbolici della tradizione religiosa dell’epoca, con possibili influenze anche di altre correnti culturali presenti nella regione.
Il significato rituale del deposito
Le modalità del ritrovamento indicano una collocazione non casuale. Gli esperti ritengono che i manufatti possano essere stati deposti come offerte rituali, inserite nel terreno in relazione alla costruzione o alla consacrazione della statua.
Un ulteriore elemento rinvenuto, costituito da strati sovrapposti di metallo inseriti in argilla, rafforza questa interpretazione. La struttura del reperto e la sua posizione suggeriscono un utilizzo simbolico legato a pratiche religiose, piuttosto che a una semplice funzione decorativa.
Conservazione e studio dei reperti
I materiali recuperati sono stati trasferiti al Museo Nazionale di Phimai, dove sono attualmente in fase di catalogazione e analisi. Le operazioni di conservazione mirano a preservare l’integrità dei reperti e a consentire ulteriori studi sulla loro origine e funzione.
La scoperta contribuisce ad ampliare le conoscenze sul periodo Dvaravati e sulle pratiche religiose dell’epoca. Il ritrovamento offre nuovi elementi per comprendere il ruolo dei siti templari e delle offerte votive nella cultura locale, evidenziando la complessità del contesto storico.
Nel complesso, l’episodio conferma l’importanza delle attività archeologiche anche in contesti non direttamente legati alla ricerca. Interventi infrastrutturali possono infatti portare alla luce testimonianze significative, arricchendo il patrimonio culturale e fornendo nuove prospettive di studio.








