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Dubai così non l’hai mai vista: lontano dai grattacieli, immersi nella Storia e nell’arte

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Dubai e la sua arte - Viaggi.leonardo.it

Lontano dai famosissimi grattacieli, c’è una Dubai che in pochi conoscono tra storia e arte: così non l’hai mai vista.

Prima che diventasse la metropoli scintillante che oggi domina l’immaginario collettivo, Dubai era un luogo profondamente diverso, modellato da migliaia di anni di storia, migrazioni, commerci e trasformazioni climatiche.

Per scoprire la vera anima dell’emirato bisogna allontanarsi dai grattacieli e tornare alle sue origini, quando la città non era ancora un simbolo del futuro ma un crocevia di culture affacciato sul Golfo.

Lontano dai grattacieli: Dubai tra arte, cultura e storia

Gli scavi archeologici degli ultimi anni hanno rivelato che l’area era abitata già nel 7.000 a.C., quando il clima mite successivo all’ultima glaciazione favorì la presenza di foreste di mangrovie, come dimostrano i ritrovamenti nella zona dove oggi sorge la Dubai Internet City. Fu un ambiente fertile che incoraggiò i primi insediamenti, destinati però a confrontarsi, attorno al 5.000 a.C., con una progressiva desertificazione che trasformò radicalmente la regione.

Le testimonianze materiali e le cronache antiche raccontano una storia sorprendente. Ceramiche datate tra il III e il IV secolo d.C. e testi come il Periplo del Mar Eritreo confermano l’esistenza di una civiltà urbana pre-islamica, articolata in numerose comunità politeiste legate all’Impero bizantino o a quello sasanide. Questa frammentazione terminò tra l’epoca di Maometto e il califfato dei Rashidun, quando l’area venne unificata e convertita all’Islam, processo completato durante il periodo Omayyade.

La prima citazione medievale di Dubai arriva dal geografo andaluso Abu Abdullah al-Bakri, mentre nel 1580 il mercante veneziano Gasparo Balbi descrisse la zona e la sua fiorente industria delle perle. Fino al 1700 Dubai era un insieme di piccoli villaggi legati alla pesca e alla raccolta delle perle. Solo all’inizio del XVIII secolo gli abitanti si stabilirono in un unico insediamento, un villaggio di pescatori di poche centinaia di persone appartenenti alla tribù Banu Yas, sotto l’influenza di Abu Dhabi.

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I grattacieli di Dubai – Viaggi.leonardo.it

La svolta arrivò nel 1833, quando la tribù Al Bu Falasi si separò da Abu Dhabi e si stabilì a Dubai sotto la guida di Ubaid bin Saeed e Maktum bin Butti, fondatore della dinastia Maktoum. L’insediamento, pur mantenendo la vocazione marina, divenne un polo commerciale capace di attirare mercanti persiani e nuove attività.

La crescita si interruppe bruscamente negli anni ’30 del Novecento, quando la Grande Depressione colpì duramente l’economia locale, basata quasi interamente sulle perle. La crisi spinse molti abitanti a emigrare e fu aggravata, nel 1947, da un conflitto con Abu Dhabi risolto solo grazie all’intervento britannico.

La rinascita iniziò con la scoperta dei giacimenti petroliferi, seppur modesti. Nel 1958 lo sceicco Rashid bin Saeed Al Maktoum avviò un ambizioso piano di modernizzazione finanziato dai proventi del petrolio: infrastrutture, servizi primari, porti, telecomunicazioni e il primo aeroporto. Nel 1959 sorse anche il primo hotel della città, segnando l’inizio di una nuova era.

Il ritiro britannico del 1971 e la nascita degli Emirati Arabi Uniti completarono la trasformazione. In meno di settant’anni, Dubai è passata dall’essere un villaggio impoverito a una capitale globale del commercio e dell’innovazione. Ma per capire davvero la sua identità, bisogna guardare oltre lo skyline: è nella sua storia millenaria che si nasconde la Dubai che pochi conoscono.

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