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Le 10 isole segrete d’Europa dove sfuggire alla folla

Le 10 isole segrete d’Europa dove sfuggire alla folla
Le 10 isole segrete d’Europa dove sfuggire alla folla

Chi è in cerca di isole meno affollate d’Europa, lontane dal turismo di massa, oggi guarda soprattutto a nord. Secondo uno studio pubblicato il 17 aprile da BookRetreats.com, basato su dati della Commissione Europea, le Svalbard sono la destinazione insulare con la più bassa densità turistica del continente: appena 2,4 pernottamenti per chilometro quadrato.

Un numero che conferma una tendenza già evidente da tempo: sempre più viaggiatori scelgono spazi aperti, temperature più fresche e luoghi dove il ritmo resta lento, quasi fermo.

Svalbard, l’arcipelago dove il turismo resta ai margini

Le Svalbard, a metà strada tra la Norvegia continentale e il Polo Nord, sono da anni una meta per pochi. Negli ultimi tempi, però, se ne parla sempre di più anche fuori dai circuiti specializzati. Il motivo è chiaro: qui ci sono ghiacciai, fiordi, tundra e piccoli centri abitati sparsi, con un’edificazione ridotta al minimo.

Secondo l’analisi, il numero contenuto di turisti dipende anche dai vincoli ambientali. Oltre due terzi dell’arcipelago sono tutelati come parchi nazionali e riserve naturali. E per raggiungere le zone più remote, spesso, servono guide esperte. Un limite, certo. Ma anche una garanzia per chi vuole un viaggio senza folla.

Longyearbyen, porta d’ingresso all’Artico

La maggior parte dei visitatori si ferma a Longyearbyen, il principale centro abitato dell’arcipelago e punto di partenza per quasi tutte le attività turistiche. La cittadina ha poche strade, case colorate ai piedi delle montagne, servizi essenziali, strutture ricettive, caffè e luoghi culturali come il Museo delle Svalbard.

Nonostante la posizione estrema, arrivarci non è così difficile come si potrebbe pensare. I voli da Oslo e Tromsø rendono le Svalbard raggiungibili in tempi abbastanza rapidi. Resta però il fatto che la permanenza è legata al clima e a regole molto rigide sulla sicurezza, soprattutto per la presenza di orsi polari fuori dai centri abitati.

Tra il sole di mezzanotte e l’aurora boreale

Qui la stagione cambia tutto. Da fine aprile a fine agosto c’è il sole di mezzanotte: luce continua per circa quattro mesi. È questo il periodo in cui si concentrano trekking, kayak e navigazioni nei fiordi.

In inverno, invece, arrivano il buio prolungato e temperature molto basse. Eppure è proprio allora che molti partono per vedere l’aurora boreale, che nel cielo artico compare spesso quando il meteo lo permette. È l’altra faccia delle vacanze estreme nel Nord Europa: meno semplici, ma sempre più cercate.

La classifica: dopo le Svalbard ci sono Åland e Gotland

Dietro le Svalbard ci sono altre isole già note a chi segue il turismo lento e le rotte meno battute. Al secondo posto troviamo le isole Åland, territorio autonomo della Finlandia nel Mar Baltico. Terza Gotland, in Svezia. Poi Chios ed Eubea, in Grecia.

La graduatoria diffusa da BookRetreats.com comprende anche territori più estesi e arcipelaghi dove i flussi si distribuiscono su aree molto ampie. In classifica compaiono anche le isole del Nord Egeo, El Hierro nelle Canarie spagnole, Fionia in Danimarca, le Azzorre in Portogallo e Bornholm, ancora in Danimarca.

Perché queste isole attirano sempre di più

Dietro questa classifica c’è un fenomeno preciso, spesso riassunto con il termine coolcation: scegliere mete più fresche rispetto alle località balneari del Mediterraneo centrale, spesso prese d’assalto in estate.

Ma non è solo una questione di clima. Pesano anche il silenzio, la sensazione di avere spazio attorno, la possibilità di muoversi senza code e senza spiagge già piene di prima mattina.

Le isole europee poco affollate rispondono proprio a questa esigenza. In molti casi hanno collegamenti limitati, stagioni brevi, servizi essenziali. Eppure è anche questo a renderle attraenti. “La gente non cerca per forza il lusso, cerca margine”, osservano operatori del settore citati nello studio. Tradotto: la possibilità di viaggiare senza sentirsi dentro un flusso continuo.

Dalla Grecia alla Danimarca, le alternative al turismo di massa

Nella parte bassa della top ten compaiono mete molto diverse tra loro. Chios, Lesbo, Limnos ed Eubea conservano un’identità fortemente locale e, rispetto ad altre isole greche, hanno una pressione turistica più bassa.

El Hierro, la più occidentale delle Canarie, resta invece una scelta legata soprattutto a natura, escursioni e immersioni, con numeri contenuti anche in alta stagione.

Le Azzorre, pur essendo più note, beneficiano di un territorio frammentato e di una distribuzione dei visitatori meno concentrata. Bornholm e Fionia, nell’area baltica, si confermano invece mete legate a un turismo regionale, fatto spesso di soggiorni brevi, biciclette, piccoli porti e ritmi lenti.

La top 10 delle isole meno affollate d’Europa

La classifica delle 10 isole meno affollate d’Europa è questa: Svalbard (Norvegia), Åland (Finlandia), Gotland (Svezia), Chios (Grecia), Eubea/Evia (Grecia), isole del Nord Egeo tra cui Lesbo e Limnos (Grecia), El Hierro (Spagna), Fionia (Danimarca), Azzorre (Portogallo) e Bornholm (Danimarca).

Va precisato un punto: il criterio usato è quello dei pernottamenti turistici per chilometro quadrato. Quindi non misura soltanto quanto una meta sia famosa, ma il rapporto tra presenze e spazio disponibile. Ed è proprio in quel rapporto che si capisce perché alcune isole europee continuino a restare lontane dal rumore del turismo di massa.

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