Fare il Cammino di Santiago oggi vuol dire scegliere tra percorsi che partono da Francia, Spagna o Portogallo, mettere in conto da una settimana a un mese di cammino e finire, se si va fino in fondo, davanti alla Cattedrale di Santiago de Compostela.
Lo fanno ogni anno migliaia di persone. C’è chi cerca un’esperienza religiosa, chi semplicemente una pausa lunga e concreta dal rumore di casa.
Nessun unico inizio: la mappa del Cammino
Non c’è un solo “punto di partenza”. Il Cammino di Santiago è una rete di percorsi che attraversa l’Europa e converge in Galizia, a Santiago de Compostela. Il più famoso è il Cammino Francese, che parte da Saint-Jean-Pied-de-Port (Nuova Aquitania, Francia) e si estende per circa 800 chilometri. In genere serve un mese camminando con tappe regolari.
Chi ha poco tempo spesso sceglie gli ultimi 100 chilometri: è la soglia minima, a piedi, per ottenere la Compostela, il certificato che rilascia l’ufficio del pellegrino. Negli ostelli sentirai ripetere questo mantra: “cento chilometri e poi si vede”.
Partire dall’Italia: voli, treni e il primo trasferimento
Per chi parte dall’Italia e punta al Cammino Francese l’obiettivo è arrivare a Saint-Jean-Pied-de-Port, piccolo paese ai piedi dei Pirenei. La mattina si vedono zaini sui marciapiedi e bastoncini che battono sull’asfalto. Di solito si vola verso aeroporti collegati e poi si prosegue in treno o con taxi condivisi. I nomi più frequenti sono Lourdes, Bordeaux e Tolosa, anche se tutto dipende dalla stagione e dall’anticipo con cui si prenota.
Molti pellegrini dicono che la soluzione più comoda è atterrare a Lourdes e raggiungere Saint-Jean con un taxi condiviso: “si divide la spesa e si comincia già a parlare con gli altri”. In alternativa funziona l’asse ferroviario via Bayonne, ma richiede qualche incastro e un po’ di pazienza, soprattutto se si arriva nel tardo pomeriggio.
Tre rotte, tre modi di vivere il Cammino
Sulla carta si distinguono tre grandi vie: il Cammino Francese, il Cammino del Nord e il Cammino Portoghese.
- Il Cammino Francese attraversa regioni come Navarra e Castiglia e León e passa per tappe note anche ai non spagnoli: Pamplona, Burgos, Astorga. È il percorso più frequentato: più gente significa più servizi e più ostelli, ma anche più compagnia lungo la strada.
- Il Cammino del Nord parte da Irún, sul confine francese, e corre lungo la costa cantabrica. È considerato più impegnativo: meteo variabile, vento e continui saliscendi. Tocca città come Bilbao, Santander e Gijón, poi entra in Galizia e spesso si ricongiunge al Francese verso Arzúa.
- Il Cammino Portoghese parte ufficialmente da Lisbona ed è lungo circa 630 chilometri. Molti partono invece da Porto per comodità, o da Tui al confine con la Spagna per coprire gli ultimi 100 chilometri richiesti per la Compostela. Qui il paesaggio cambia: più cittadine, più tratti asfaltati, ma una logistica semplice, soprattutto salendo da Porto.
Quanti chilometri al giorno e quanto dura davvero
La regola pratica è tra 20 e 30 chilometri al giorno. È una media che ricorre su quasi tutti i percorsi e spiega perché gli ultimi 100 chilometri del Francese, da Sarria a Santiago, si fanno spesso in 5-7 giorni. Chi prova a spingere di più ci riesce, ma il Cammino tende a riportarti a un passo normale: il corpo decide, i piedi votano.
Se l’obiettivo è completare un lungo itinerario, come l’intero Cammino Francese o la Via de la Plata (oltre 900 chilometri da Siviglia, con passaggi in Andalusia ed Estremadura), allora serve più tempo e attenzione al clima. Sulla Via de la Plata, in particolare, le guide raccomandano di evitare l’estate piena: il rischio di colpi di calore è concreto.
Quanto costa: ostelli, pasti e attrezzatura
Il costo del Cammino di Santiago varia molto in base alla durata e allo stile di viaggio. Sugli ultimi 100 chilometri, chi dorme negli albergues e segue il ritmo del pellegrino spende mediamente 5-12 euro a notte negli ostelli municipali, un po’ di più nei privati. Nei bar e nelle trattorie il menu del pellegrino si aggira intorno ai 10 euro.
C’è poi l’attrezzatura: pesa soprattutto la prima volta. Servono scarpe già rodate, uno zaino comodo, l’essenziale per vestirsi e un piccolo kit per vesciche e abrasioni. Il consiglio più comune nei dormitori, spesso detto alla sera, mentre si stendono i panni lavati a mano, è: “porta meno di quanto pensi”.
Quando andare e come ottenere la Compostela
I mesi migliori sono aprile e maggio, e poi settembre e ottobre: temperature più miti e affluenza alta ma non soffocante, soprattutto fuori dai weekend. In estate alcune tappe interne possono diventare davvero calde; in inverno pioggia e vento complicano la marcia, soprattutto sul Nord.
Per ottenere la Compostela servono le Credenziali del pellegrino, un vero e proprio passaporto che si timbra lungo la strada. Negli ultimi 100 chilometri è richiesto di timbrare con più regolarità, di norma due volte al giorno. A Santiago si conclude tutto all’Ufficio di Accoglienza del Pellegrino: fila, documenti, timbri e quel foglio che, per molti, in quel momento pesa più dello zaino.








