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Maiorca in gravel bike: i percorsi più spettacolari da non perdere

Maiorca in gravel bike: i percorsi più spettacolari da non perdere
Maiorca in gravel bike: i percorsi più spettacolari da non perdere

A Maiorca, dove il turismo su due ruote cresce da anni, la gravel bike si sta ritagliando sempre più spazio tra le strade bianche del Pla de Mallorca, i paesi dell’interno e i sentieri che sfiorano la Serra de Tramuntana.

Per chi pedala è un modo diverso di girare l’isola: più lento, più libero, meno legato all’asfalto. Non ci sono solo le salite celebri e i classici itinerari da bici da corsa. Ci sono anche sterrati, camí rurali e percorsi che nel giro di pochi chilometri cambiano faccia.

A Maiorca non c’è più solo la strada: cresce il fenomeno gravel

Per anni Maiorca è stata legata quasi soltanto al ciclismo su strada, alle rampe di Sa Calobra e ai gruppi di amatori che, soprattutto in primavera, affollano le strade dell’isola. Negli ultimi tempi, però, lo scenario è cambiato. Il gravel qui ha trovato terreno fertile: clima favorevole per gran parte dell’anno, una rete fitta di strade secondarie e un paesaggio che passa dalla pianura agricola alla costa, fino alla montagna.

A spingere questa crescita ci sono anche gli eventi. La stagione 2026 è partita il 7 marzo con la Mallorca Gravel Series. Il 16 maggio e il 26 settembre tornerà IslaGravel, con tappe tra Sant Llorenç e Montuïri. Dal 17 al 22 maggio è in programma anche Termes 53, prova endurance di 780 chilometri attraverso i 53 comuni dell’isola. Il 31 ottobre, invece, a Consell si terrà il Boc Gravel Ride, pensato per un pubblico più ampio, a metà tra gravel e mountain bike.

Nel Pla de Mallorca c’è il vero cuore sterrato dell’isola

Secondo Claudia Striekwold, guida ciclistica e fondatrice dell’agenzia CycloClaudia, la zona che meglio si presta a questo tipo di esperienza è il Pla de Mallorca, la grande pianura al centro dell’isola. “Qui il gravel non è mai monotono”, ha spiegato, facendo notare come si possa passare con facilità dall’asfalto allo sterrato, spesso lontano dal traffico.

E il territorio, in effetti, aiuta. Ci sono sterrati rossi e ocra, strade bianche compatte, tratti più rocciosi e una rete fittissima di camí, le vie di campagna che collegano poderi, mulini e piccoli centri abitati. Nei punti più tecnici, ha aggiunto Striekwold, servono coperture da almeno 40 millimetri, utili per avere più stabilità e comfort senza perdere troppo in scorrevolezza.

L’anello da 131 chilometri tra Lloret de Vistalegre e Inca

Uno dei tracciati più rappresentativi parte da Lloret de Vistalegre, borgo rurale nell’entroterra maiorchino, e disegna un anello di 131 chilometri con circa mille metri di dislivello. È un percorso lungo: si può affrontare in giornata, ma solo con una buona gamba, oppure dividere in due tappe, seguendo il ritmo dell’isola più che quello del cronometro.

Dopo i primi chilometri l’asfalto finisce e arriva la ghiaia. Si passa tra campi coltivati, uliveti e mandorleti, toccando Pina, dove si trova l’església dels Sants Cosme i Damià, e la Font de Pina, piccola sosta nel verde molto frequentata anche dai ciclisti del posto. Poi la traccia punta verso Santa Eugènia e sale al Puig de Santa Eugènia, a 240 metri, il punto più alto del percorso.

La salita non è lunga, ma si sente. Il fondo è compatto, con qualche tratto più polveroso, la pendenza resta regolare e negli ultimi tornanti si apre all’improvviso il colpo d’occhio sul Pla. È lì che si capisce davvero quanto l’interno di Maiorca sia lontano dall’immagine più conosciuta dell’isola, quella delle spiagge e dei resort.

Dai campi alla montagna: la Tramuntana cambia il paesaggio

Più avanti si arriva a Inca, centro noto per la lavorazione della pelle. Qui l’atmosfera cambia. Per un tratto si rientra nella quotidianità dell’isola, tra rotonde, traffico e asfalto veloce. Dura poco, però. Subito dopo il tracciato riprende su vie secondarie come il Camí des Cós e torna a infilarsi tra campi e muretti a secco.

Davanti, intanto, si alza la Serra de Tramuntana, dorsale montuosa dichiarata Patrimonio Unesco. Non è soltanto una catena di rilievi, ma un paesaggio modellato nei secoli: terrazzamenti, canali medievali, villaggi in pietra quasi appoggiati alla montagna. Luoghi come Biniamar, con la chiesa di Santa Tecla, o Caimari raccontano bene questo equilibrio tra agricoltura e alture.

Borghi, uliveti e il rientro verso Sa Pobla

Lungo le pendici della Tramuntana il percorso passa anche da Binibona e sfiora antichi uliveti dai tronchi contorti, quasi scavati dal vento. Più avanti compare Campanet, con il suo impianto compatto e l’ermita de Sant Miquel. Nei dintorni, le Cuevas de Campanet ricordano che la geografia di quest’area continua anche sotto terra.

In primavera, soprattutto all’alba o verso sera, la zona cambia ancora. Tra gli agrumeti, l’odore delle zagare accompagna la pedalata. Poi, verso Sa Pobla, il paesaggio si apre in una pianura agricola ordinata, segnata da campi di patate, mais e cereali, oltre che dai canali di irrigazione che disegnano il territorio.

Il ritorno verso Lloret de Vistalegre costeggia Sa Comuna, area naturale di pineta e macchia mediterranea. Si torna al punto di partenza con la polvere sulle gambe e con una sensazione semplice, ma non così comune: quella di aver visto un’altra Maiorca. Più interna, più silenziosa, forse anche più vera per chi decide di scoprirla in gravel bike.

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