Non li conosce nessuno ma sono borghi davvero magici e ad un passo dall’Italia: perché sono mete perfette per la questa primavera-estate
Quando si pensa alla Catalogna, l’immaginario corre subito a Barcellona, ai suoi monumenti iconici, alle Ramblas brulicanti di vita e alla Barceloneta affacciata sul mare.
Eppure, questa regione del nord-est della Spagna custodisce un volto molto diverso da quello della metropoli: un mosaico di piccoli borghi che sembrano sospesi nel tempo, incastonati tra le colline dell’Empordà, le vallate della Garrotxa e gli scorci più autentici della Costa Brava.
In pochi li conoscono: 5 borghi bellissimi ad un passo dall’Italia
Luoghi che sfuggono alle rotte del turismo di massa e che conservano intatta l’identità catalana, fatta di storia antica, carattere indomito e una sorprendente capacità di rinnovarsi senza perdere autenticità.
Tra questi borghi, Banyoles è forse il più placido. Situato nel cuore della provincia di Girona, vive in simbiosi con il suo grande lago naturale, l’Estany de Banyoles, un’oasi di quiete che riflette il ritmo lento della cittadina.
Le sue acque, protagoniste delle gare di canottaggio delle Olimpiadi del 1992, attirano appassionati di sport all’aria aperta, mentre le rive ombreggiate dai faggi regalano un’atmosfera romantica e malinconica. Il centro storico, con il Monastero di Sant Esteve, il Museo Archeologico e la splendida Plaça Major, racconta una storia medievale fatta di pietra, portici e geometrie eleganti.

Castellfollit de la Roca – Viaggi.leonardo.it
Spostandosi verso la Costa Brava, il bianco abbagliante di Cadaqués appare come un miraggio tra mare e collina. Il borgo, affacciato su una baia naturale, è un intreccio di vicoli stretti, piazzette improvvise e barche colorate che ondeggiano placidamente. È un luogo che invita alla lentezza, alla contemplazione, alla vita senza fretta.
Non sorprende che Salvador Dalí lo abbia scelto come rifugio creativo: a pochi passi dal centro si trova Portlligat, la sua casa-atelier, oggi museo che custodisce l’essenza del maestro surrealista. Cadaqués conserva ancora quell’aura sospesa che ha ispirato generazioni di artisti.
Dall’azzurro del mare si passa al verde dell’entroterra con Besalú, uno dei borghi medievali meglio conservati della Catalogna. Il suo ponte romanico, con i sette archi e la torre di guardia, è un simbolo che sembra uscito da un libro di storia.
Attraversarlo significa entrare in un dedalo di vicoli, saliscendi e facciate in pietra che raccontano secoli di vita. Il quartiere ebraico, con i resti della sinagoga e il mikvé, aggiunge un tassello prezioso alla memoria del luogo, mentre la Plaça Prat de Sant Pere offre un angolo perfetto per respirare l’atmosfera del borgo.
Più a nord, nella Garrotxa, il paesaggio cambia ancora. Qui la natura vulcanica ha modellato un territorio unico, fatto di coni, crateri e colate basaltiche. Su una di queste sorge Castellfollit de la Roca, un borgo letteralmente sospeso su una scogliera nera che domina la valle. Le case e la chiesa di San Salvador sembrano aggrapparsi alla roccia, creando uno scenario spettacolare e quasi irreale. È un luogo minuscolo, ma ricco di fascino, dove il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre ancora secondo ritmi antichi.
Infine, Figueres, che borgo non è nel senso stretto del termine, ma conserva lo spirito vivace e creativo della Catalogna. È la città natale di Salvador Dalí e ospita il celebre Teatro-Museo dedicato all’artista, un tempio del surrealismo che attira visitatori da tutto il mondo. Ma Figueres è anche storia militare, con il Castello di Sant Ferran, e vita quotidiana, fatta di mercati, caffè e piazze animate. Un luogo dove la cultura è parte integrante del paesaggio urbano.








